Un beato al convento

Beato Modestino di Gesù e Maria
Beato Modestino di Gesù e Maria

Modestino di Gesù e Maria: Domenico Nicola Mazzarella scelse questo nome al noviziato francescano di Piedimonte Matese nel 1822, per esprimere l’umiltà e la semplicità della sua persona, per onorare il nome e la memoria di un francescano suo padre spirituale, per esprimere la sua dedizione al Maestro e alla sua Madre Santa. I[1] suo motto, apposto su tutte le sue lettere e ricordato in ogni saluto e circostanza di dialogo, recitava: Lodiamo sempre insieme col Figlio la Dolce Madre del Buon Consiglio. E con l’immagine della Madonna del Buon Consiglio, portata in una teca insieme con il crocifisso, egli si recava in ogni casa ed operava ogni benedizione. In questo modo egli portò sempre con sé quell’immagine mariana, a cui aveva rivolto fin da giovane, nel suo paese, la sua devozione.

Figlio di un funaio e di una casalinga tessitrice, nato a Frattamaggiore il 5 settembre 1802, in una famiglia numerosa, egli entrò a 16 anni nel Seminario di Aversa, perché aveva dato prova al vescovo Tommasi della sua grande devozione e della sua profonda fede.

Ormai ventenne, frequentando il convento alcantarino di Grumo Nevano e con la guida di frate Modestino di Gesù e Maria da Ischia e di padre Fortunato della Croce, il giovane religioso frattese maturò la scelta francescana; così fu ammesso a Santa Lucia del Monte in Napoli con l’interessamento di Carlo Rossi, gentiluomo dell’epoca.

Il 3 novembre del 1822 Domenico Nicola iniziò il noviziato di un anno a Santa Maria Occorrevole di Piedimonte Matese, vestendo l’abito alcantarino e prendendo il nome di Modestino di Gesù e Maria. Dopo aver vissuto con impegno gli ordini minori e il diaconato, fu consacrato sacerdote il 22 dicembre del 1827, nella Cattedrale di Aversa dal Vescovo Durini.

Al periodo della formazione risale la sua permanenza nel Convento “San Giovanni Battista” di Atripalda (AV), di cui rimane il ricordo per aver diffuso il culto per la Madonna del Buon Consiglio, la cui immagine da lui venerata si può ammirare oggi nella sacrestia della chiesa.

Madonna del buon consiglio
Madonna del buon consiglio

In qualità di frate francescano sacerdote, operò soprattutto a Napoli, girando per vari conventi, come quelli di San Francesco e San Pasquale di Marcianise, quello di Portici, per missioni e prediche. Fu guardiano a San Pasquale di Pignataro e a Mirabella Eclano.

Fra Modestino fu massimamente preso dalla predicazione e dall’attività di confessore, offrendo la sua opera di sacerdote e di frate nello spaccato della società borbonica dell’800. La gente del popolo lo ammirava per la sua vita evangelica e per il potere di ottenere guarigioni da Dio, lo chiamava “Gesùcristiello” (piccolo Gesù Cristo). Il papa Pio IX, che gli era amico, lo chiamava ‘il pazzo della Beata Vergine’; veniva consultato dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Sisto Riario Sforza e anche dal re Ferdinando II di Borbone.

La sua fu una testimonianza squisitamente religiosa, e, in questa prospettiva, egli dava segni di santità e di impegno sincero a beneficio di tutti, senza esclusione di alcuno, sia esso stato povero, ricco o emarginato.

Lavorò fino allo stremo, per aiutare i napoletani del quartiere della Sanità durante il colera del 1854, contraendo egli stesso il male e morendo in concetto di santità il 24 luglio 1854, dopo aver fatto oblazione spirituale della sua vita per il risanamento di Napoli dal morbo.

La sua tomba, un tempo situata nelle Catacombe di San Gaudioso, ora è posta nella Cappella accanto all’atrio delle stesse catacombe nella Chiesa di Santa Maria alla Sanità di Napoli.

Modestino di Gesù e Maria è stato proclamato Beato da papa Giovanni Paolo II, il 29 gennaio 1995. La sua memoria liturgica ricorre il 24 luglio.